26 Settembre 2017
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Ecco chi siamo. Un po´ di chiarezza...

05-09-2014 15:45 - Rassegna Stampa
E´ giunto il momento delle precisazioni. Dopo aver letto sulla stampa locale un ampio ventaglio di dichiarazioni ed interventi provenienti da Enti, aziende e soggetti politici, la Gestione Bacini ritiene opportuno fare chiarezza riguardo alle riparazioni navali.
Chi siamo. La Gestione Bacini rappresenta una societ per azioni, nata nell´ottobre 2009 proprio con l´obiettivo primario di giungere alla riapertura dell´ormai abbandonato e malmesso bacino in muratura, oltre che permettere la ristrutturazione dell´altro bacino galleggiante e le afferenti strutture di supporto. Sin dalle sue origini, la nostra societ ha quindi come propria missione il ricreare le condizioni ideali per lo sviluppo delle riparazioni navali: uno dei principali settori economico-produttivi che storicamente hanno consentito la crescita di Livorno. A tal proposito, la Gestione Bacini incarna quindi l´unica realt locale attiva nel settore, impegnata nel fornire occasioni di lavoro in primis ai propri associati e manodopera livornese. Per poter portare avanti la propria attivit, la nostra societ sino ad oggi ha utilizzato alcune strutture con la formula dell´affido provvisorio, ottenuto da Azimut Benetti. Si per trattato di una sorta di corsa con pi di un ostacolo da superare lungo il percorso. I luoghi e strumenti citati, in gran parte di importanza imprescindibile al fine di condurre ´in porto´ le commesse ottenute e tenere in vita il comparto, si sono infatti rivelati essere in condizioni fatiscenti. Questo, in primis, a causa della scarsa e rara manutenzione condotta dalla Autorit Portuale. Da tempo, la Gestione Bacini ha perci stipulato un accordo di collaborazione con la stessa Azimut Benetti: tale documento permette alla nostra societ di sfruttare al meglio le strutture del bacino galleggiante, in attesa della tanto attesa quanto pi volte invano annunciata gara di affidamento defintivo.
Una crescita progressiva. Nel giro di appena 5 anni, la Gestione Bacini cresciuta sino a divenire una bella realt locale composta da 30 aziende che hanno creduto ed investito nella spa. Un percorso lungo ma costruttivo, ben differente da un iter abbreviato, veloce e decisamente pi ´superficiale´ come quello del costituire un ati di scopo. Ai tempi, la presidenza di Roberto Piccini in Autorit Portuale ci apr uno spiraglio che avrebbe dovuto condurre all´affidamento dell´area di entrambi i bacini. Presentammo gi allora allora un piano industriale che prevedeva un investimento di ben 10 milioni di euro, una cifra cospicua ma minimamente necessaria per riaprire la struttura in muratura. Purtroppo, come spesso accade nel nostro Paese, i tempi burocratici si sono poi allungati a dismisura. Appena insediato, l´attuale Presidente Gallanti accolse con estremo favore la nostra iniziativa tanto che l´Authority affid al Rina di Genova due perizie: la prima riguardante l´impatto economico e la seconda la fattibilit del progetto. Le risposte dell´ente genovese furono chiare: il nostro progetto industriale stava assolutamente in piedi con la sola ma al tempo stesso a dir poco ingombrante pregiudiziale, dell´irrealizzabilit a causa della mancanza di aree di pertinenza.
Senza perdere la fiducia, la ´battaglia´ prosegu : soltanto grazie alla nostra caparbiet ed alle garanzie fornite dall´inserimento di un nome professionalmente affidabile come quello della Gestione Bacini all´interno del documento programmatico, alla fine comparso nuovamente il settore delle riparazioni navali nel quadro di definizione del POT. Pur con la non trascurabile limitazione della dimensione medio-piccola. Gi allora il Presidente Gallanti fu chiaro, assicurandoci che il comparto bacini andr in gara con tali imprescindibili ´paletti´. Seduti ad tavolo di concertazione con naturali interlocutori dal calibro di Azimut, Cna (che ci ha affiancato in questo lungo percorso) e la Confindustria locale, dopo cos tanti sforzi diplomatici, abbiamo infine raggiunto un traguardo importante: un accordo per mantenere le riparazioni a Livorno, su navi di media dimensione, in sinergia con la realizzazione del ´marina´ che impatter sulla limitrofa banchina 76 e con la nuova realt incarnata dal reffiting dei grandi yacht che prossimamente dovrebbe stazionare in citt, posto che il progetto sulla carta vada a buon fine anche nella realt. Per supplire poi alla rinuncia del nostro business di un´altrettanto importante ed ampia fetta di mercato relativa alle navi di grandi dimensioni, in conteporanea si rivelato altrettanto cruciale l´accordo stipulato in accordo con le due Autorit Portuali della provincia livornese, alle quali abbiamo presentato un piano industriale riguardante Piombino e la costituzione in loco di un comparto specializzato.
Realismo, concretezza e velocit. Saremmo stati ben felici di investire ulteriormente per contribuire allo sviluppo industriale ed economico della nostra citta´ ma occorre essere realistici. Restando con i piedi per terra, le carte raccontano che a Livorno non c´ spazio per le riparazioni della grandi navi. Ad oggi, in ballo, sussiste la realizzazione del Marina. Un fatto che comporta il venir meno di quella banchina di appoggio che, al contrario, si renderebbe necessaria nel caso del ritorno di un´attivit di riparazione di grandi navi. E´ cos necessario che la politica e le istituzioni prendano una decisione definitiva, una volta per tutte. Cosa vuol diventare il Porto di Livorno da grande? Le societ interessate dall´infinita ´diatriba´, Azimut per prima, hanno gi compiuto investimenti importanti. Gestione Bacini si sta muovendo di conseguenza ed in sinergia: in 5 anni, abbiamo portato a Livorno 122 navi e dato lavoro a 120-150 persone in media ogni giorno, per un fatturato di 12 milioni di euro che ha portato ossigeno al territorio ed ai nostri soci, aziende del comprensorio provinciale. Questo pur lavorando ad ´handicap´ (per le motivazioni gi citate) e con il freno tirato. Non abbiamo nel dna il ´fare business fine a se stesso´, bens l´aspirazione ´general contract´: una formula nella quale tutti gli utili sono a riserva per gli investimenti futuri.
Massima collaborazione. Dopo aver sentito della presentazione pubblica di un progetto da parte di un altro soggetto che, in realt, in faceva parte della nostra societ, non intendiamo assolutamente fare polemica sterile. Al contrario, ci dichiariamo disposti a collaborare con chiunque porti in dote competenze e idee serie. I proclami non fanno parte del nostro dna, non ci siamo mai schierati politicamente ed abbiamo sempre pensato al lavoro e a salvare un settore che incarna la storia di Livorno. Non bisogna difatti dimenticare il fattore tempo: non c´ un minuto da perdere in disquisizioni fini a s stesse, specialmente mentre si attraversa momento di crisi strutturale tanto prolungato quanto delicato.

Fonte: quilivorno

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